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Pubblicato il 29/08/2019

Prelievi coatti nei reati stradali: l'infermiere lo esegue perché considerato in questo caso "ausiliario giudiziario"

05/08/2019 - In una circolare FNOPI agli Ordini le procedure da seguire relative al comportamento del personale infermieristico in caso di prelievo coatto secondo Il nuovo codice della strada che agli articoli 186 e 187 prevede espressamente il divieto di guida in stato di ebbrezza e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti.

Quattro procedure in caso di reati stradali che interessano gli infermieri:

  • • l'ufficiale di polizia giudiziaria, acquisito l'ordine del magistrato (anche telefonicamente) dovrà procedere all'accompagnamento presso la struttura sanitaria del soggetto per sottoporlo al richiesto prelievo ematico;
  • • tutte le attività materiali necessarie per attuare il prelievo coattivo dovranno essere eseguite riportando nella relativa presa in carico sottoscritta dal medico responsabile della struttura la richiesta della PG;
  • • il personale sanitario individuato agirà quale ausiliario di polizia giudiziaria ai sensi dell'art, 348 del cpp ( comma 4. La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, può avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria opera) procederà al prelievo;
  • • la polizia giudiziaria dovrà redigere apposito verbale controfirmato dal medico responsabile con specifica indicazione del trattamento eseguito.

Sono quelle relative al comportamento del personale infermieristico da tenere in caso di prelievo coatto secondo Il nuovo codice della strada (DLgs 30-04-1992, n. 285) che agli articoli 186 e 187 prevede espressamente il divieto di guida in stato di ebbrezza (art. 186) e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti ( art. 187) che la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) ha trasmesso a tutti gli Ordini come circolare esplicativa dopo aver ricevuto quesiti nel merito.

Secondo la FNOPI, nel caso di rifiuto a sottoporsi agli accertamenti per la determinazione del tasso alcolemico o della previa assunzione di sostanze stupefacenti, la modalità di accertamento del reato di omicidio stradale o di lesioni stradali, aggravati dall'uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, richiede in entrambi i casi l'acquisizione di campioni biologici da parte dell'indagato, preferibilmente ematici.

Mentre per l'accertamento dello stato di alterazione da assunzione di stupefacenti può essere sufficiente l'acquisizione della saliva del conducente, per l'accertamento dello stato di ebbrezza, non potendosi eseguire coattivamente il prelievo dell'aria alveolare del conducente, occorre necessariamente procedere mediante analisi di campione ematico.

Il prelievo di campioni biologici per l'accertamento del reato può essere eseguito da parte di strutture sanitarie di base, accreditate, o comunque equiparate, solo nel caso in cui il conducente sia coinvolto in un sinistro stradale e sia sottoposto a cure mediche (art. 186, co. 5).

Tra l'altro, se il conducente coinvolto in un sinistro è stato trasportato presso un presidio ospedaliero e, per motivi diagnostici o terapeutici, sottoposto a prelievi di liquidi biologici, compresi prelievi ematici, questi potranno comunque essere acquisiti anche per l’indagine, trattandosi di campioni prelevati al di fuori del procedimento penale, non sottoposti alle garanzie e regole di utilizzabilità previste, e non ponendo quindi il problema della possibile restrizione della libertà personale connessa al prelievo (trattandosi di materiale ormai staccato dal corpo della persona): in questi casi appare del tutto irrilevante l'assenza del consenso del diretto interessato.

Il prelievo coatto è previsto ai sensi del Nuovo Codice della Strada Dlgs n.285/92 artt. 186, 187 (divieto di guida in stato di ebrezza e con uso di sostanze stupefacenti) e successiva L. n.41/2016 che introduce art.589 bis c.p. eart.590 bis c.p.. L’Autorità Giudiziari per accertare lo stato di alterazione alla guida conseguente all’abuso di alcool o stupefacenti, dovrà necessariamente sottoporre il conducente, ad obbligo di analisi ematica.

Il GIP autorizza anche oralmente in via d’urgenza l’ingiunzione al Prelievo Coatto, che poi convaliderà formalmente nelle successive 48 ore. Gli ufficiali di polizia giudiziaria procedono all’accompagnamento dell’interessato presso il più vicino presidio ospedaliero, al fine di sottoporlo al necessario prelievo o accertamento e si procede all’esecuzione coattiva delle operazioni se la persona rifiuta di sottoporvisi. In queste sedi i sanitari, medici o infermieri saranno delegati ad eseguire le prestazioni richieste.

Il personale sanitario individuato per l’esecuzione del prelievo coattivo, agirà, spiega la circolare, quale ausiliario di polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 348 del c.p.p. comma 4:” La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, può avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria opera”.

Fonte FNOPI
Prelievo-Coatto.pdf   
Pubblicato il 25/07/2019

Fine vita: la Federazione degli infermieri traccia il percorso dei professionisti accanto ai pazienti

La Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (FNOPI) mette a punto un documento di supporto alla legge 219/2017 in cui si traccia il percorso dell’assistenza al fine vita da parte degli infermieri,  la categoria professionale più vicina ai pazienti e alle famiglie nel loro percorso.

In allegato il documento

Documento 219_2017_FNOPI 18luglio.pdf   
Pubblicato il 24/07/2019

Nuova modalità di pagamento della quota albo Ordini delle Professioni Infermieristiche (PagoPA)

Da quest’anno l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza, quale ente pubblico, ha l’obbligo per la riscossione dei tributi e l’erogazione dei pagamenti, di procedere con le modalità previste dal sistema Pago-PA (normativa prevista dall’Art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale e dall’Art. 15, comma 5-bis, del D.L. 179/2012).

La procedura è di fatto OBBLIGATORIA per legge e serve a ridurre i costi e le procedure burocratico amministrative sia per gli Enti che per i professionisti.

Per effettuare il pagamento è necessario avere a disposizione il modulo di pagamento riportante il Codice Avviso e/o il Codice IUV ed il QR-Code che riceverete a domicilio assieme a tutte le informazioni necessarie.

Questo sistema permette il pagamento della tassa di annuale di iscrizione in molteplici modi:

– sul sito web https://www.pagodigitale.it, accedendo alla sezione ESEGUIRE UN PAGAMENTO, selezionando l’ente convenzionato e inserendo il codice avviso e/o codice IUV presente sull’avviso. E’ possibile scegliere tra gli strumenti di pagamento disponibili: carta di credito o debito o prepagata sui principali circuiti (Visa, MasterCard, VPay, Maestro, Cartasì, etc.) oppure il bonifico bancario presso il Gruppo Intesa San Paolo;

– sulla propria home banking dove sono presenti i loghi CBILL o PagoPA, ricercando l’Ordine per nome o tramite il codice interbancario CBILL nell’elenco delle Aziende e riportando il Codice Avviso, che bisognerà avere a disposizione, e l’importo;

– presso le tabaccherie con circuito Banca 5 e i punti vendita SisalPay, LIS Paga (Lottomatica), PayTipper, etc.;

– presso le banche e gli altri prestatori di servizio di pagamento (PSP) aderenti all’iniziativa, tramite gli altri canali da questi messi a disposizione (come ad esempio: sportello fisico, ATM, Mobile banking, Phone banking).

SI PRECISA CHE E'  POSSIBILE ESEGUIRE IL PAGAMENTO PRESSO POSTE ITALIANE CON BOLLETTINO POSTALE PA. DELL'AVVISO DI RISCOSSIONE MEDIANTE LETTURA QR CODE DA PARTE DELL'ADDETTO. 

NON E' PIU'POSSIBILE COMPILARE IL BOLLETTINO POSTALE NORMALE. IN CASO DI DIFFICOLTA' CONTATTARE LA SEGRETERIA

Gli iscritti non in possesso di PEC riceveranno come gli altri anni il bollettino postale con scadenza 15 Luglio 2019

Lettera accompagnamento PagoPa.pdf    Fac-simile-PagoPA.pdf   
Pubblicato il 04/07/2019

Corso gratuito FAD "CARE" - 40 crediti ecm

 Dodici lezioni ECM audio e video per imparare e praticare de-escalation, una serie di interventi basati sulla comunicazione verbale e non verbale che hanno l’obiettivo di diminuire l’intensità della tensione e dell’aggressività nella relazione interpersonale, coordinati e illustrati dallo psichiatra criminologo Massimo Picozzi.

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, assieme alla FnomCeo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, offrono gratis ai loro iscritti corsi FAD (formazione a distanza) specifici che si basano su interventi di comunicazione verbale e non, con l’obiettivo di diminuire tensione e aggressività nella relazione interpersonale. E che consentono di avere a chi conclude il corso numerosi crediti ECM.
L’accessibilità al corso per infermieri e medici è prevista accedendo ai corsi dai rispettivi portali istituzionali.
Il progetto si chiama “C.A.R.E. (Consapevolezza, Ascolto, Riconoscimento, Empatia) – Prevenire, riconoscere, disinnescare l’aggressività e la violenza contro gli operatori della salute” ed è composto di 12 sezioni; per ogni sezione sono previste alcune attività obbligatorie: uno o più video relativi ad argomenti specifici; la consultazione dei testi dei video; un questionario di valutazione ECM con domande a risposta multipla che sondano le conoscenze acquisite.
I titoli dei vari capitoli vanno, ad esempio, da “no ai pregiudizi” a “dalla rabbia all’aggressività alla violenza”, da “la comunicazione e l’ascolto” a “la paura e il suo linguaggio”, da “il conflitto” a “affrontare e gestire una crisi” e ancora, sempre come esempio, da “bullismo e inciviltà nel lavoro (infermieristico e medico)” fino a “decidere, tra ragione e intuizione, e le tecniche avanzate dei negoziatori in contesti critici”.
 
Fonte: FNOPI
 
Pubblicato il 24/06/2019

Le istituzioni plaudono al nuovo Codice FNOPI per gli infermieri, per i cittadini, per le persone

21/06/2019 – C’erano tutte le maggiori istituzioni sanitarie del paese alla presentazione del Codice delle professioni infermieristiche, dal ministro della Salute al presidente della Conferenza delle Regioni, dai presidenti (e vicepresidente) delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato e Affari sociali della Camera al commissario Iss, dal direttore del Bambino Gesù di Roma a quello della FAVO, dal presidente FnomCeo al presidente di Federanziani, dal commissario Enpapi ai rappresentanti delle religioni

https://www.youtube.com/watch?v=a7Gq7yhOYlM&t=19s

 

 

 

 

 

 

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