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Cgil, Cisl, Uil, professioni sanitarie: competenze uguale qualità

Evento a Roma di presentazione  del documenti di richieste Cgil, Cisl, Uil al quale hanno partecipato anche Ipasvi, Fnco. Tsrm e Conaps. Gli interventi del ministro Lorenzin e del presidente del Comitato di settore Garavaglia

Nella sezione "Foglio Notizie" articolo intero

Fonte: FNC IPASVI

Infermieri. Competenze avanzate, accesso al Ssn e carriera. Ecco la bozza del Tavolo ministeriale

Il primo documento emerso dalla riunione del 16 giugno ora all'esame della professione in vista del prossimo incontro del 15 luglio. “A carico dell’infermiere sussiste una responsabilità generale ed esclusiva su funzioni proprie nell’ambito della prevenzione, dell’assistenza e dell’educazione sanitaria, con un approccio globale alle necessità della persona”. Dalla clinica alla gestione ecco le novità in ballo. IL DOCUMENTO

Fonte: Quotidiano Sanità

Case della salute: meno Pronto soccorso, più assistenza domiciliare

        In Emilia-Romagna, dove c’è una Casa della salute l’accesso al pronto soccorso per codice bianco è sceso in media del 26%, pur con andamenti differenziati nei territori. L’assistenza a domicilio degli infermieri ha registrato un +50%, quella dei medici di medicina generale (rivolta a persone perlopiù anziane, e affette da patologie gravi) è aumentata del 7%.
Sono alcuni dei dati emersi in occasione del convegno nazionale “La Casa della salute: esperienze e punti di vista. Percorsi di innovazione nell’assistenza primaria”, oggi in Regione, a Bologna.

Le Case della salute, frutto di un percorso di riqualificazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera avviata in Emilia-Romagna a partire dalla fine degli anni ’90, “non sono un’etichetta, ma una realtà di promozione del benessere più vicina al luogo in cui vive il cittadino; un nucleo dell’integrazione socio-sanitaria, in cui si garantisce un accesso e una gestione dei problemi rapida, sburocratizzata ed efficace- ha ricordato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in apertura del convegno-. Dall’inizio del mio mandato ad oggi sono state aperte una ventina di Case della salute. Oggi siamo a 81 e continueremo ad aprirne di nuove nei prossimi anni”.

“Le Case della salute rappresentano anche una scommessa culturale- ha ribadito l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, nel corso della tavola rotonda-. Noi dobbiamo lavorare per spiegare sempre di più l’importanza di questo cambiamento, di questa nuova modalità organizzativa dei servizi territoriali all’interno dell’evoluzione complessiva del sistema sanitario, e perché le Case rappresentino realmente la porta d’accesso alla sanità”.

Diretta twitter sul canale della Regione.

E diretta streaming della sessione pomeridiana: http://videocenter.lepida.it/videos/video/2318/?live=true

Qui la registrazione della sessione del mattino:

http://videocenter.lepida.it/videos/video/2315/?live=true
Le Case. Dati, servizi, caratteristiche

Un punto di riferimento certo per i cittadini. Una garanzia dell’accesso e dell’erogazione delle cure primarie, della continuità assistenziale, dell’attività di prevenzione. Con medici di medicina generale, specialisti, infermieri, pediatri di libera scelta, ostetriche, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, a servizio dei cittadini. Tutto questo, in estrema sintesi, sono le Case della salute, facilmente riconoscibili e raggiungibili dalla popolazione di riferimento (in Emilia-Romagna il 40% del totale). Dall’approvazione, da parte della Giunta regionale (febbraio 2010) delle indicazioni per le prime Case della salute a oggi (giugno 2016), le strutture funzionanti sono 81: 50 tra medie e grandi (il 61%), 31 piccole (39%). Quarantadue quelle programmate per i prossimi anni, di cui 22 hanno già un finanziamento previsto.

Pur nel rispetto di un modello organizzativo preciso, e quindi in presenza di denominatori comuni, tra le 81 Case funzionanti si registrano particolarità e peculiarità. Come le esperienze di continuità territorio-ospedale, rappresentate da Bettola (Pc) e San Secondo (Pr). La Casa della Salute di Bettola (Azienda Usl Piacenza) è la prima in Emilia-Romagna che da luglio garantirà al proprio interno un percorso oncologico con chemioterapia: un oncologo dell’ospedale andrà periodicamente nella struttura, dove effettuerà la terapia con un infermiere esperto in cure oncologiche. Questo percorso rappresenterà un vantaggio rilevante per la qualità della vita dei circa 100 pazienti (e dei loro familiari), che fino ad ora dovevano recarsi a Piacenza per sottoporsi alla chemioterapia.

Un altro esempio di continuità territorio-ospedale è rappresentato dalla Casa della Salute di San Secondo (Azienda Usl Parma) con l’Ospedale di Vaio. Questa Casa è stata la prima in Emilia-Romagna a garantire al proprio interno percorsi per pazienti affetti da sclerosi multipla e morbo di Parkinson, operando in stretta integrazione con i neurologi dell’Ospedale di Vaio.

Le Case della salute di Forlimpopoli (Azienda Usl Romagna) e Copparo (Azienda Usl di Ferrara) sono tra quelle che più hanno contribuito alla riduzione dei ricoveri ospedalieri per patologie croniche e l’accesso al pronto soccorso per codici bianchi.
Nella Casa della salute di Puianello (Azienda Usl di Reggio Emilia) si sta sperimentando un percorso “partecipativo” locale, che va oltre all’integrazione socio-sanitaria: propone infatti un laboratorio aperto ai contributi delle associazioni, del volontariato, delle istituzioni e dei singoli cittadini per attualizzare in pieno il concetto di comunità.

Già oggi nella Casa della salute di Castelfranco Emilia (Azienda Usl di Modena), oltre alle attività di carattere sanitario e socio-sanitario che caratterizzano l’assistenza ai pazienti cronici e fragili, si svolgono attività chirurgiche che riguardano più discipline, erogabili in regime ambulatoriale. Si tratta di interventi che, fino a poco tempo fa, venivano svolti in regime anche di ricovero. Tutto ciò testimonia l’elevato livello di complessità, anche tecnologica, che è possibile raggiungere in una Casa della salute.

Modernità e ampiezza (superficie complessiva di 4.500 metri quadrati) caratterizzano la Casa della salute di Casalecchio di Reno (Azienda Usl di Bologna), una delle ultime a essere inaugurate. Una struttura che si inserisce nel tessuto delle “Case” di Casalecchio (Casa della conoscenza, Casa della solidarietà, Casa per la pace). Una parte rilevante delle attività saranno dedicate alla medicina di iniziativa e ai percorsi di presa in carico delle cronicità, con particolare riferimento allo scompenso cardiaco cronico, al diabete, all’infarto miocardico acuto, al Parkinson, oltre che alle fragilità di carattere socio-sanitario.

  Fonte: ER

Quota Albo anno 2016_ Scadenza bollettino 15 luglio p.v.

Abbiamo riscontrato ritardi da parte delle Poste nella consegna del bollettino per la riscossione delle quota Albo anno 2016. Si informa pertanto che la scadenza è stata posticipata al 15 luglio.

Ddl Lorenzin: le novità tra nuove norme e il passaggio da Collegi a Ordini

La presidente della Federazione Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, fa il punto su cosa cambia per gli infermieri con le previsioni del Ddl Lorenzin nel testo approvato da Senato e con il passaggio da Collegi a Ordini professionali.

L’approvazione da parte del Senato del Ddl Lorenzin sulla riforma degli Ordini e la trasformazione degli attuali Collegi e delle relative Federazioni è un passo fondamentale non solo per una migliore e più corretta gestione dei professionisti dedicati all’assistenza sanitaria, ma  per la tutela stessa della professione.Il primo passo avanti per la professione infermieristica – ma non solo – è quello della trasformazione degli attuali Collegi in Ordini. Questo perché il riconoscimento ormai acquisito e universalmente affermato della nostra professione, non può prescindere da quello di un’organizzazione esattamente analoga a quella delle altre professioni intellettuali. Abbiamo le stesse regole, gli stessi diritti e gli stessi doveri e per questo dobbiamo e vogliamo avere lo stesso modello organizzativo e di gestione.La differenza poi la faranno i codici deontologici, che anche grazie alla nuova legge, una volta approvata definitivamente, acquisteranno maggiore rilevanza anche per il peso e le potenzialità che i nuovi Ordini avranno dal punto di vista del controllo e della loro applicazione e potranno essere aggiornati con maggiore e più regolare frequenza. La differenza la farà l’organizzazione a livello locale che la legge rende elastica proprio per questo in funzione della dimensione dei nuovi enti. E che per noi deve esserlo anche in base alle necessità del territorio. Ho già avuto occasione di ricordare a questo proposito che la porta aperta sulla possibilità di fusioni che superino gli attuali ambiti provinciali secondo la nuova legge costituzionale, c’è nel Ddl nel momento in cui si dà la possibilità ai futuri Ordini 'piccoli', quelli intorno ai mille iscritti, di accorparsi con altri per dar vita a Enti di dimensioni maggiori. In questo senso il nostro orientamento è per ora quello di lasciare liberi gli attuali Collegi e, ci auguriamo appunto, prossimi Ordini, di costituire coordinamenti regionali per garantire attività che riguardano l’ambito locale su cui insistono, mentre la capillarità della presenza a livello locale è stata mantenuta per consentire di affrontare più da vicino le necessità del territorio, la sua epidemiologia e i bisogni assistenziali di cittadini che spesso, specie nelle Regioni più grandi, possono essere diversi anche da una città all'altra, tra paesi perfino vicini.Fondamentale però in quella che sarà la nuova legge è il superamento, o meglio, l’ammodernamento della legge del 1946 che evidentemente non può essere la stella cometa per gli attuali e per i nuovi Ordini come è stata finora. Il diverso inquadramento degli enti, la loro possibilità di intervento anche disciplinare, una organizzazione più rispondente ai moderni canoni non solo degli enti pubblici, ma anche della programmazione sanitaria, fino ad arrivare a un meccanismo elettivo sicuramente più rispondente a criteri di completezza, ma soprattutto trasparenza, rendono la nuova legge non solo auspicabile, ma indispensabile direi, perché tutta l’attività di Ordini e Federazioni non sia decontestualizzata nei fatti dal divenire della società e del progresso professionale e scientifico. L’elemento forte della presenza degli Ordini è la tutela dell’assistito che si ottiene vigilando affinché l’iscritto abbia titolo al contatto diretto con lui, anche in caso con l’esercizio della magistratura interna.

Fonte: FNC IPASVI